Un salto in Sabina

Qualche anno fa (se non ricordo male nel 2013), durante un’escursione universitaria con il docente di idrogeologia, mi recai nei pressi delle sorgenti del fiume Peschiera nel reatino e rimasi affascinato da un borghetto, una frazione del comune di Castel Sant’Angelo, di qualche decina di case, letteralmente incastonato tra i rivoli del fiume Velino.

Lasciando questo posto pensai: “un giorno qui ci tornerò”… ebbene si! La voglia di tornarci è prevalsa su tutto ed è così che è nata quest’ esperienza.

Crearmi un itinerario di un giorno in realtà non è stato semplicissimo, data la ricchezza storico-naturalistica della Sabina, ma prendendo come riferimento il “famoso” borghetto ho cercato di aggiungere delle tappe che rendessero il tour interessantissimo e allo stesso tempo fattibile nei tempi.

La partenza ha avuto luogo da Roma intorno alle ore 9 e 30 del mattino, dopo aver fatto scorta di panini e dopo aver consultato le notizie sul traffico sono partito in direzione della prima tappa del giorno:

1 –  Lago del Turano

Dopo aver percorso una trentina di km sull’ autostrada A24 Roma – L’Aquila prendo l’uscita per Carsoli e proseguo verso nord in direzione Rieti. In meno di un’ora dalla partenza raggiungo questo bellissimo bacino artificiale immerso tra i rilievi della riserva naturale del Monte Navegna e Monte Cervia, sul quale si specchia il borgo di Castel di Tora.

La sosta in questo paesino, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, è doverosa e subito ripagata da una splendida vista sul lago e da scorci veramente belli.

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Il tempo di passeggiare lungo il “corso” principale del borgo (molto pulito e curato) sovrastato dal castello medievale e riempire una bottiglia di acqua nella fontana del Tritone, l’unica piazzetta del paese, e in dieci minuti sono di nuovo in auto.

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Proseguendo in direzione Rieti, subito dopo aver percorso un viadotto che collega le due sponde del lago, scopro sul lato sinistro della strada una chiesetta veramente graziosa. La chiesa, intitolata a San Rocco e risalente al 1200, risulta tuttavia non visitabile (quantomeno nei giorni feriali), ma il bellissimo scenario del lago e del borgo di Castel di Tora ne fanno un ottimo punto da cui scattare foto panoramiche.

Il poco tempo a disposizione non mi permette di compiere la visita guidata all’antico Borgo di Monte Antuni, situato in cima ad un colle completamente immerso nel lago, ma che consiglio vivamente, data l’immaginabile vista mozzafiato!

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2- Rieti

Percorrendo per una mezz’oretta la provinciale del Turano giungo intorno a mezzogiorno alla seconda tappa della giornata: Rieti. La tempistica limitata, il caldo rovente  e il peggioramento della situazione meteo previsto per il pomeriggio, mi fanno optare per una toccata e fuga nel capoluogo sabino, decido quindi di limitarmi ai luoghi di interesse principali circoscritti al centro storico.

L’ arrivo nella parte meridionale della città mi fa comunque presagire che ne varrà la pena: per giungere ad uno dei parcheggi più vicini al centro storico, infatti, costeggio la cinta muraria medievale ben conservata e inizio a scorgere i campanili delle chiese che dominano il centro cittadino. Decido di parcheggiare nei pressi di via Cintia e inizio la mia passeggiata nel centro attraversando l’ Arco di Bonifacio.

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Sulla mia destra, lungo Corso Vittorio Emanuele, trovo subito uno dei palazzi più belli e importanti della città: Palazzo Vescovile. Il tempo risicato mi impedisce una visita all’ interno dello stesso ( ma che consiglio vivamente ), tuttavia il pianterreno è comunque visitabile dall’esterno e ospita un porticato con delle maestose volte a crociera gotiche.

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Di fronte al palazzo vescovile sorge la cattedrale di Santa Maria Assunta. Attraverso il bellissimo porticato che sorregge la facciata principale del Duomo  in un minuto si raggiunge Piazza Vittorio Emanuele II.

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Oltre al palazzo municipale e numerosi locali, questa piazza ospita il bellissimo palazzo Vincentini. Il lato rivolto verso la Cattedrale è munito di una splendida loggia formata da due ordini di archi che si affacciano su un giardino all’italiana da cui si gode una splendida visuale panoramica sul lato sud della città.

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Il caldo inizia a farsi sentire in maniera quasi insopportabile così per il pranzo decido di lasciare la città e spostarmi in un luogo più fresco, ma non prima di aver ammirato i resti del ponte romano sul fiume Velino, il corso d’ acqua che lambisce per intero la città e che offre degli scorci imperdibili con il Monte Terminillo a fare da sfondo.1537472470534.jpg

Greccio, la località scelta per la sosta pranzo, dista pochi chilometri dal capoluogo ed è facilmente raggiungibile attraverso la superstrada che collega Rieti a Terni.

3- Greccio

Nella località nota per ospitare il santuario fondato da San Francesco e per essere il luogo in cui quest’ultimo  realizzò il primo presepe, trovo finalmente la frescura che cercavo.

Greccio sorge infatti sulle alture dei monti sabini a 700 m di altitudine, lontano dal caldo torrido della piana reatina. Dopo aver percorso per un paio di chilometri una strada tortuosa, scorgo il famoso santuario, arroccato su una rupe a circa un km dal centro storico del paese. La magnificenza architettonica di questa struttura, completamente incastonata nella roccia viva, lascia a bocca aperta.

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Per non perdere troppo tempo decido di proseguire verso il borgo (altro borgo eletto tra i più belli d’ Italia) e di dedicare al santuario, mio malgrado, la sola vista da lontano. La scelta mi lascia all’inizio un po’ di amaro in bocca, ma non appena raggiungo la piazza principale del paese lascio tutta l’ amarezza alle spalle e mi godo una bellissima vista sulla rocca medievale e una pace quasi irreale.

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Fatta eccezione per una anziana signora che gestisce il bar ristorante sulla piazza e che gentilmente mi offre l’ opportunità di usufruire dei servizi, mi rendo conto di essere infatti l’ unica persona presente in quel momento nelle vie del paese.

Se non avessi portato con me i panini avrei senz’altro provato la cucina della signora, il profumo di tartufo proveniente da quel locale è troppo invitante!!

In fondo alla piazza, proprio ai piedi della rocca e del presepe permanente, noto una serie di tavolini e panche in legno ideali per consumare il mio pranzo sotto l’ombra di una bellissima quercia, e con la sola compagnia graditissima dell’acqua di una fontana. Non appena finito l’ultimo boccone mi avvio verso un vicoletto al lato della piazza che conduce nella parte alta del centro.

L’antico Borgo Medievale, che gode di un ottimo panorama sulla Piana di Rieti e sul Gruppo del Monte Terminillo, conserva parte della struttura del vecchio castello, una delle porte d’ingresso e una grande torre che presumo sia stata, solo successivamente, adibita a campanile della chiesa di San Michele Arcangelo. Quest’ultima sorge sulla sommità di una scenografica scalinata che si affaccia sulla piazza del paese.

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Interessantissimo da vedere è a mio avviso il museo internazionale del presepe, situato alle porte del centro storico prima di giungere alla piazza principale ma, avendolo trovato chiuso, immagino sia visitabile solamente su prenotazione o nei giorni festivi.

Dopo questa piacevolissima breve sosta nel “Paese del Presepe”, intorno alle 14 e 30 mi rimetto in viaggio in direzione nord per raggiungere Labro, il borgo che segna  il confine tra Lazio e Umbria e che dalla sua posizione domina il suggestivo Lago di Piediluco.

4- Lago di Piediluco – Labro

Proseguo per una ventina di chilometri sulla Rieti-Terni fino allo svincolo per Le Marmore, da qui, seguendo le giuste indicazioni per Piediluco, in meno di mezz’ora mi trovo in una cornice quasi fiabesca fatta di colline verdeggianti che racchiudono il lago di Piediluco. Lo specchio d’acqua, con la sua forma irregolare, ricorda molto per morfologia i laghi del nord Italia, ed è uno dei bacini naturali più grandi del centro Italia. Su una sponda dell’ omonimo lago, quasi adagiato sulle sue acque, sorge il borgo di Piediluco.

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Appena giunto in paese avverto subito quel senso di calma e relax tipico dei borghi di lago. Le verdi colline circostanti della Valnerina, che danno il nome al paese stesso (Luco ovvero “bosco sacro”), rendono bellissimi i colori delle acque.  Il tempo di scattare qualche foto panoramica e subito riparto in direzione Labro, posto a circa 5 km da Piediluco.

Dopo circa dieci minuti di strada un po’ tortuosa giungo in questo borgo dalla tipica struttura medievale, sistemato a gradoni sulla collina a circa 600 metri di altitudine, composto quasi per intero da edifici in pietra e dominato da un castello. All’arrivo trovo un parcheggio gratuito e una delle porte d’ accesso al centro storico: Porta Cavour.

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L’ orario proibitivo (3 del pomeriggio) e le innumerevoli scale mi fanno faticare più del previsto, ma vado avanti e mi rendo sempre più conto che ne vale veramente la pena: i vicoli puliti e curati e la splendida vista sul lago di Piediluco rendono questo borgo un vero gioiello.1537474515981.jpg

Fin dall’arrivo sono incuriosito dalla parte superiore del centro storico e da quelle mura merlate che si intravvedono tra i vicoli, così decido di spostarmi nella parte alta del paese.

Questa volta il caldo e il pensiero di fare tutte quelle scale prendono il sopravvento così decido di raggiungere tramite l’ auto la porta di ingresso superiore, anch’essa comunque dotata di un comodo parcheggio. La mia curiosità viene subito compiaciuta dalla chiesa di Santa Maria Maggiore e dalle mura del castello Nobili Vitelleschi.

Dalle sbarre di uno degli ingressi del castello riesco a scorgere un bellissimo giardino pensile, varie merlature e una torretta di avvistamento. Sfortunatamente l’ orario di entrata non coincide con la mia visita per cui mi “accontento” di ammirarlo (per quanto sia possibile) dall’esterno.1537475013424.jpg

Sono le 16 del pomeriggio, diversamente da quanto annunciato dai vari siti di meteorologia sembra che il tempo regga , per cui mi rimetto in viaggio. Sudatissimo ma felice posso dirigermi verso la meta che ha ispirato questo mini tour, ovvero quella frazione di Castel Sant’ Angelo di cui neanche ricordo il nome e che non vedo l’ora di riscoprire.

5-Castel Sant’ Angelo – Cittaducale

L’unica informazione in memoria di quel posto che tanto mi è rimasto impresso è che si trova nel territorio di questo borgo a 10 minuti dal capoluogo sabino, lungo la statale Salaria, poco distante delle Terme di Cotilia e dalle sorgenti del fiume Peschiera. Non  mi resta quindi che dirigermi verso sud in direzione Rieti, seguire le indicazioni per Castel Sant’Angelo e in una mezz’ora scarsa raggiungere le suddette terme. Di quel borghetto nemmeno l’ ombra! Continuo per un altro chilometro circa in direzione est ed ecco che al margine destro della strada, precisamente nella frazione di Canetra (farò bene a memorizzarlo la prossima volta), adocchio un laghetto nascosto tra le case e un piccolo parco. Decido quindi di parcheggiare l’auto in uno spiazzo antistante una farmacia e a piedi mi dirigo verso quelle case. In un attimo sembra essersi fermato il tempo a 5 anni fa, quando con i miei amici universitari rimanemmo stupiti dalla scoperta  di quel piccolo borghetto incantato dal rumore continuo delle acque del fiume Velino e dai sibili dei cigni che popolano il laghetto che si apre sulla piazza principale.

La peculiarità di questo posto è proprio la quantità di acqua che sgorga praticamente ovunque: dai muri delle case alle recinzioni di un orto passando per un parco. Il tutto ad alimentare il “Laghetto dei cigni” e un sistema di canalizzazione delle acque, creato per sostenere l’importante rete idroelettrica dell’intera zona.

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Dopo una mezz’oretta di riposo su una panchina ai margini del laghetto mi rimetto in viaggio con calma verso casa e mi rendo conto che sono da poco passate le 17 e che avrei del tempo per visitare almeno un altro posto, magari lungo la strada per il ritorno. Così inserisco come ultima tappa della mia bellissima giornata uno dei luoghi che inizialmente avevo inserito nell’itinerario ma che pensavo di non poter mai raggiungere per motivi tempistici: Cittaducale, situata a pochi chilometri a ovest di Castel Sant’ Angelo e raggiungibile da quest’ultimo attraverso la via Salaria in direzione Rieti.

In dieci minuti mi trovo in questa bellissima cittadina medievale, adagiata su un colle, nel territorio della quale nascono le sorgenti del Peschiera (tra le sorgenti più importanti, per portata, di tutta Italia).

Il comune conserva intatta la struttura urbanistica medievale con una forma quasi ellittica e la presenza di strade che si incrociano perpendicolarmente dando luogo alla piazza centrale del paese. Una volta parcheggiata l’ auto gratuitamente in via Nazionale, poco fuori dal centro storico , inizio a percorrere Via Vittorio Veneto e dopo duecento metri raggiungo un’arcata che si affaccia sulla bellissima Piazza del Popolo, attorno alla quale si ergono i più importanti edifici pubblici: la cattedrale di Santa Maria del Popolo, La Torre Civica e i portici di Palazzo Pagani.

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Dopo aver scattato queste ultime foto mi riavvio a malincuore verso casa, salutando una terra magica e tranquilla, finora sconosciuta ma nemmeno troppo lontana…sotto la pioggia finora scampata!!

17/09/2018

Itinerario in breve:

ROMA – LAGO DEL TURANO (80 km c.ca, 1 h c.ca)

LAGO DEL TURANO – RIETI (30 km c.ca, 35 min. c.ca)

RIETI – GRECCIO (20 km c.ca, 20 min. c.ca)

GRECCIO – PIEDILUCO (26 km c.ca, 30 min. c.ca)

PIEDILUCO – LABRO (6 km c.ca, 10 min. c.ca)

LABRO – CANETRA (35 km c.ca, 40 min. c.ca)

CANETRA – CITTADUCALE (13 km c.ca, 15 min. c.ca)

CITTADUCALE – ROMA (85 km c.ca, 1 e 10 min. c.ca)

Durata: 9 h circa

Periodo migliore: mezza stagione.

Attività consigliata: visita guidata al Borgo di Monte Antuni (Castel di Tora). Info: camminandocon.org CamminandoConValledelTurano

 

Canzone del giorno: Tunnel of love – Dire Straits

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