La perla del Rinascimento: Urbino

Ogni scusa è buona per partire e il “B&B Day” è ormai da qualche anno un appuntamento fisso per chiunque voglia approfittare di un paio di giorni fuori ed entrare in contatto con la bellezza del Paese e con l’ ospitalità della sua gente.Per chi non lo sapesse già, la giornata nazionale del b&b, ideata da www.bed-and-breakfast.it e alla quale aderiscono ogni anno migliaia di bed and breakfast in tutta Italia, offre l’opportunità di usufruire di una notte in omaggio per una prenotazione di almeno due notti.

Lo scorso anno io e la mia ragazza, incuriositi dalla straordinaria fama artistica e culturale che la circonda, abbiamo scelto come meta per la nostra “fuga” di due giorni la città di Urbino, e devo dire che le aspettative non sono state di certo deluse.

Altre meravigliose scoperte nel territorio dell’ omonima provincia ducale hanno impreziosito il nostro itinerario e reso unico il viaggio che oggi vi racconto:

La città ducale

Finita la settimana lavorativa…Pronti via!! Giusto il tempo di sistemare le ultime cose in valigia e si parte in direzione Urbino; tre ore di Via Flaminia e in serata raggiungiamo la struttura  prenotata, distante 5 km circa dal centro cittadino nella frazione di Canavaccio. Stanchi e soprattutto affamati dedichiamo la nostra prima serata nel territorio urbinate ad una cenetta coi fiocchi in un agriturismo poco distante dal nostro b&b,  per dare il primo “assaggio” al Montefeltro e gustare i sapori del famoso “tartufo di Acqualagna”. La nostra avventura vera e propria inizia la mattina presto del sabato, e se il buongiorno si vede dal mattino allora si prospetta una gran bella giornata!! Ad ospitarci in questo b&b a gestione familiare, infatti, la signora Anna, cordialissima e impaziente di deliziarci con la sue specialità preparate per la colazione (una su tutte la “crescia”, tipica focaccia dall’ aspetto simile alla piadina romagnola) ci fa sentire parte della vera casa marchigiana.

Partiamo così alla scoperta della città ducale che raggiungiamo in meno di dieci minuti di auto percorrendo la statale che collega Fano ad Urbino.

La vista della città salendo da quest’ultima è incantevole: la maestosità del Palazzo Ducale, la lunga cinta muraria che circonda il centro storico e quei mattoncini millimetricamente allineati con cui ogni edificio è costruito, creano un’ unicità cromatica che la rende unica e meritevole del riconoscimento di Patrimonio dell Umanità UNESCO.

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Grazie soprattutto all’ apporto di Federico di Montefeltro, che seppe attrarre nel ducato illustri artisti del calibro di Piero della Francesca, Urbino da semplice borgo divenne “culla del Rinascimento” e, ancora oggi, passeggiando per il suo centro storico se ne respira l’aria quattrocentesca.

Passeggiando lungo le ripide e strette strade del centro….

ci accorgiamo che è facile rimanere per tutto il tempo con il naso all’ insù e ammirare tutti gli edifici della Urbino rinascimentale, sempre sotto la “custodia” dell’ imponente Palazzo ducale e delle sue torrette che sembrano lambire il cielo.

Dopo aver percorso una di queste strade antistanti le mura cittadine giungiamo su Corso Garibaldi, circondato da un bellissimo portico e dalla maestosa facciata dei torricini (facciata sud ovest del palazzo ducale).

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In pochi minuti di piacevolissima camminata arriviamo in Piazza della Repubblica, nella quale convergono tutte le vie provenienti dalle principali porte urbiche, caratteristica questa che la rende il vero centro cittadino.

Dopo aver percorso la pittoresca Via Vittorio Veneto, tra edifici storici e locali graziosi ci ritroviamo nella splendida Piazza Duca Federico.

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Il lato settentrionale di tale piazza è dominato dal duomo, mentre quello occidentale dalla straordinaria mole del Palazzo ducale, custode del tesoro urbinate e meta imperdibile se si vogliono ammirare alcuni dei capolavori assoluti della storia dell’arte.

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La visita al palazzo (della durata di almeno due ore), voluto dal duca di Urbino Federico di Montefeltro e oggi sede della Galleria Nazionale Delle Marche, ci lascia letteralmente estasiati.

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Tra una sosta d’ obbligo in una delle tante piadinerie, gustando la tipica “crescia”, e una visita veloce al Monastero di Santa Chiara ci spostiamo nella parte settentrionale del centro storico.

Nonostante le sue piccole dimensioni avvertiamo l’ atmosfera universitaria della città: il continuo via vai di ragazzi con le valigie e la presenza di molti spazi culturali la rende un sito al passo con i poli culturali più importanti d’Italia.

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Percorrendo Via Raffaello ammiriamo la bellissima Chiesa di San Francesco e l’antistante piazza; poco più avanti, precisamente al civico 57, raggiungiamo la casa natale di Raffaello Sanzio. La titubanza iniziale sulla scelta di visitare questo sito ci viene prontamente smentita da un dipinto del giovane genio del Rinascimento, da varie  opere del padre Giovanni Santi ma soprattutto dagli ambienti e gli arredi della casa dove visse il celebre pittore, rimasti perfettamente immutati.

La passeggiata in questo splendido borgo continua tra salite interminabili, scorci suggestivi

e meravigliose scoperte come l’ Oratorio di San Giovanni: quella che dall’ esterno ci sembra una semplice chiesetta rionale per cui “forse non vale la pena spendere due euro per visitarla”, nasconde all’interno un imponente ciclo di affreschi e una cappella in via di ristrutturazione davvero suggestivi e assolutamente meritevoli del costo dell’ entrata.

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Decidiamo di percorrere in salita Via dei Maceri fino a raggiungere Parco Della Resistenza. Qui la fatica viene subito ripagata da una splendida vista sul centro storico, che pensiamo bene di ammirare da una comodissima panchina messa lì quasi apposta. Restiamo talmente affascinati da quel Palazzo così dominante da sembrare esso stesso l’intera città, da quei tetti dallo stesso colore e dalla magia delle colline circostanti che se avessimo potuto saremmo rimasti seduti lì all’ infinito.

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Ma proprio da questo belvedere riusciamo a scorgere una chiesa dalla struttura maestosa, situata sulla collina antistante il centro, a ridosso del cimitero, decidiamo così di riprendere l’ auto e raggiungerla. Si tratta del Mausoleo dei Duchi.

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Il complesso conventuale, che ospita le tombe dei duchi della dinastia Montefeltro, per nostra sfortuna non è visitabile nell’orario del nostro arrivo per cui, dopo una splendida giornata all’ insegna del fascino rinascimentale, lasciamo il capoluogo marchigiano e dedichiamo il resto del pomeriggio alla scoperta di altri tesori.

nei dintorni di Urbino

 Spinti dalla voglia di dare anche un tocco “naturalistico” al nostro itinerario culturale, decidiamo di seguire le indicazioni per la Gola del Furlo (già consigliata in mattinata dalla signora del b&b), attraversata dalla Via Flaminia vecchia e da Urbino facilmente raggiungibile sia tramite la Statale per Fano sia tramite la panoramica provinciale 43.

Nonostante sia il più lungo, scegliamo il secondo tragitto, e in meno di 10 minuti costeggiando il fiume Metauro, attratti da una bellissima torre medievale e da un ponte romano adagiati su delle suggestive cascatelle, scopriamo la cittadina di Fermignano nota, tra le altre cose, per aver dato i natali al Bramante.

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Il nostro percorso continua lungo le verdi colline della Valle del Metauro fino a raggiungere in altri dieci minuti scarsi Acqualagna e lo svincolo per la Via Flaminia vecchia. Percorriamo un paio di chilometri in direzione nord e poco prima di inoltrarci nelle suggestivo scenario della Riserva Naturale Statale Gola Del Furlo notiamo, al margine destro della strada, una bellissima chiesetta. Rivestita completamente da roccia viva, contornata dal verde della campagna e circondata da quella tranquillità tipica dei santuari benedettini, l’Abbazia di San Vincenzo a Furlo (risalente forse al secolo VIII) si sposa benissimo con la magnifica cornice delle gole, e ci da il benvenuto in quest’esperienza che si rivelerà unica.

Il tortuoso tracciato caratterizzato da un susseguirsi di strette gallerie scavate nella montagna e tornanti a picco sul fiume Candigliano ci lascia da subito senza fiato. Si ha come l’ impressione che quegli ammassi di roccia, magnificamente riflessi sulle acque limpide del corso d’acqua, si stacchino da un momento all’altro.

Proprio a ridosso di una delle gallerie, lungo il percorso pedonale che dal centro informazioni giunge fino alla diga, sorge una graziosissima chiesetta che sembra quasi galleggiare sul fiume. Decidiamo quindi di fermarci in una delle tante aree di sosta presenti ai lati della strada per scattare qualche foto panoramica e goderci il paesaggio mozzafiato fino al calar del sole.

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La nostra splendida giornata termina con un’ottima cena in un ristorante nei pressi di Fossombrone, a dieci minuti dal nostro b&b.

Il giorno seguente ci spostiamo nel nord della provincia urbinate per scoprire la località di Gradara, situata all’estremo confine con l’Emilia Romagna e inserita tra i “Borghi più belli d’Italia”. La cittadina, arroccata sull’ultima propaggine delle verdi colline del Montefeltro, domina la sottostante riviera romagnola in uno scenario fantastico.

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Varcando l’imponente Porta Firau, che da accesso al centro storico, abbiamo come l’impressione di fare un viaggio indietro nel tempo nel cuore del Medioevo: qualche decina di piccole casette in pietra, adornate da bellissimi giardini e interamente circondate da possenti mura di cinta danno vita ad un borgo fiabesco.

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Incantati dalla scoperta decidiamo di intraprendere il cammino degli innamorati lungo il perimetro superiore delle mura…un’esperienza unica!! Da qui, infatti, con il Mar Adriatico a far da sfondo, ammiriamo le splendide viuzze del centro storico e il castello malatestiano che domina il paese.

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Quest’ultimo, secondo la leggenda teatro della tragedia dantesca di Paolo e Francesca, merita una visita. Tra le tante stanze della rocca visitiamo anche  la camera di Francesca, dove si trova la botola da cui si pensa Paolo fuggì, dopo che suo fratello li sorprese insieme.

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Dopo una passeggiatina sul bellissimo “corso” principale tra bottegucce artigianali  e localetti graziosi(foto), gustiamo in uno dei ristoranti proprio a ridosso del centro storico i tipici “Bigoli”: spaghettoni di acqua e farina fatti a mano dalle massaie del paese e conditi con sugo di funghi porcini raccolti nei boschi del Montefeltro.

Con la pancia bella piena e attratti dal mare distante pochi chilometri, decidiamo di fare una capatina sulla costa adriatica e di raggiungere la storica città romana di Fano.

Il poco tempo a disposizione però ci limita ad una breve visita ai soli monumenti cittadini più importanti: il maestoso Arco di Augusto, simbolo cittadino e porta di entrata del centro storico, Piazza XX settembre con la sua splendida Fontana della Fortuna, l’adiacente Palazzo Malatestiano e il Duomo di Santa Maria dell’Assunta.

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Non ancora sazi delle meraviglie ammirate in questi due giorni, aggiungiamo la ciliegina sulla torta ad un itinerario già sbalorditivo.

Gubbio

Mai scelta fu più azzeccata!! In meno di un’ora di auto ci ritroviamo un’autentica perla ricca di arte, luoghi sacri e bellissime vedute.

Se Urbino ci ha piacevolmente colpiti e le gole del Furlo letteralmente incantati, Gubbio è stata la tappa più sorprendente.

E’ un posto strano, sembra fermo nel tempo che fu ma contemporaneamente vivo e accogliente come pochi paesi del centro Italia.

Passando per Via Piccardi, il rumore delle acque di un torrente che circonda le mura bianche della città, rende magica l’ entrata ad una delle porte principali del centro storico.

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Man mano che saliamo, la bellezza degli scorci, dei vicoli e delle decorazioni che adornano i palazzi, cresce fino alla splendida scalinata di “Piazza Grande”. Quest’ultima rappresenta il centro nevralgico della città ed ospita tra le altre cose il sontuoso Palazzo dei Consoli, realizzato in stile gotico a testimoniare l’ importanza di Gubbio in epoca medievale, e il Palazzo Pretorio oggi sede del municipio.

Nonostante il cielo coperto da nuvoloni grigi e una luce fioca, l’atmosfera è deliziosa, con i colori caldi dei tetti a far da contrasto coi bianchi dei palazzi.

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Gli elementi che rendono ancor più speciale questo grazioso agglomerato di case e palazzi medievali sono la pianta irregolare della città, che sembra essersi sviluppata su diversi piani paralleli tra loro, e le botteghe di ceramiche e ricami ricche di piccole sorprese.

Putroppo la pioggia non ci permette di dedicare alla città umbra più di un’ora scarsa, e non è certo l’ideale per chi voglia godersi a pieno le meraviglie di questo posto.

Così, costretti a tralasciare la visita al Palazzo Ducale e al Duomo cittadino, ci rimettiamo in viaggio verso casa con il bagaglio pieno di esperienze e il cuore colmo di  fascino…e con un motivo in più per tornarci presto!!

Vedi anche: https://www.visit.umbria.it/

27/09/2018

ITINERARIO IN BREVE

Giorno 1°:  Urbino – Fermignano – Gola del Furlo

Giorno 2°: Gradara – Fano – Gubbio

PERIODO CONSIGLIATO

Mezza stagione

COSA E DOVE MANGIARE

Urbino:

Piadineria L’Aquilone – Crescia marchigiana

Ristorante Oasy Sant’Anna – Passatelli al tartufo di Acqualagna

 

Gradara: Stuzzicherie del Borgo – Bigoli al tartufo del Montefeltro e Piada romagnola.

DOVE DORMIRE

Anna b&b, Via Nazionale, 79 – Canavaccio, Urbino (50 – 70 €/notte)

INORMAZIONI UTILI, CURIOSITA’ ED EVENTI

Urbino

Fu costruita con alcuni “trucchetti” acustici che all’epoca risultavano di grande utilità. Se vi mettete in piedi al centro del piazzale esterno del Palazzo Ducale e accennate una canzone, vi sembrerà di avere un microfono e proverete l’ebbrezza di ciò che provano probabilmente i cantanti in uno stadio. Infatti la voce si amplifica rimbalzando nella cassa acustica della piazza.  L’artificio era pensato per permettere al Duca di affacciarsi a una delle finestre più alte e parlare al popolo, garantendo così che le sue parole fossero perfettamente udite da tutti.

Ogni anno, nel primo fine settimana di settembre, la Festa dell’Aquilone trasforma tutti in bambini e le contrade della città si sfidano a colpi di carta velina per la conquista del trofeo più ambito.

Fermignano

Città natale di Donato di Angelo di Pascuccio detto il Bramante, grande architetto rinascimentale formatosi alla corte di Urbino, prese l’eredità spirituale del Brunelleschi e dell’Alberti, gettando le basi per la nuova architettura rinascimentale.

Gola del Furlo

Per gli amanti del trekking la riserva naturale statale offre una serie di sentieri che dal centro informazioni si diramano su per il monte Pietralata e lungo il corso del Fiume Candigliano.

Gradara

“Assedio al castello” : la prima settimana di agosto un evento pirotecnico e musicale richiama un numeroso pubblico e rievoca l’assedio di Gradara del 1446, quando Sigismondo Pandolfo Malatesta resistette con successo per 43 giorni all’assalto alla Rocca da parte di Francesco Sforza spalleggiato da Federico da Montefeltro.

Gubbio

Potete aggiudicarvi la “patente dei matti”. Come? Raggiungete Largo Bargello dove troverete una piccola fontana attorno alla quale dovrete girare tre volte per guadagnarvi la patente di matti (e la cittadinanza eugubina)!

Il 15 Maggio è una data segnata di rosso sul calendario di ogni eugubino. È infatti il giorno de la Festa dei Ceri di Gubbiouno degli eventi più emozionanti e vissuti con maggior passione dell’Umbria e probabilmente d’Italia. Tutta la città di Gubbio si anima in occasione della giornata, giovani e meno giovani si radunano in piazza vestiti con i colori dei ceraioli: giallo per il cero del patrono Sant’Ubaldo, blu per San Giorgio e nero per Sant’Antonio, con le vie della città che si riempiono di stendardi e simboli dei santi stesi da ogni finestra o balcone.

CANZONE DEL VIAGGIO

Hard Sun – Eddie Vedder

LIBRO CONSIGLIATO

Città dell’anima – Carlo Bo

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