Perchè vale la pena scoprire Guarcino

 

Adagiato ai piedi dei Monti Ernici, tra bellissime faggete e le limpide acque del fiume Cosa, sorge questo piccolo borgo ricco di storia, dalle origini antichissime e da un’importanza naturalistica tale da renderlo fiore all’occhiello dell’Alta Ciociaria.

Brevi cenni di storia

Conosciuta come Varcenum degli Ernici, data la posizione a metà tra la Valle del Sacco e quella dell’Aniene, la cittadina  rappresentava un importante centro strategico già in epoca romana, e le proprietà curative delle sue acque erano note fin dai tempi della fondazione che risalirebbe intorno al VIII secolo a.c..

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, in seguito alle incursioni barbariche dei Saraceni, il paese si fortificò e diede vita ad un efficace sistema di difesa rappresentato da torri di avvistamento e Case Bastione (ancora oggi visibili), un metodo alquanto peculiare che si diversificava dalla classica cinta muraria e che consentì di respingere i continui assedi avvenuti nel corso del medioevo.

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Uno di questi si risolvette nel 1186 d.c. con un celebre scontro tra un milite dell’esercito di Enrico VI di Hohenstaufen (figlio di Federico Barbarossa) ed un cavaliere guarcinese di nome Malpensa, la cui vittoria salvò il paese dal saccheggio. Circostanza questa ancora oggi ricordata tramite una Rievocazione che si svolge ogni estate e che richiama una grande mole di turisti.

Fu in epoca medievale che il castrum raggiunse il suo massimo splendore: i forti legami politici tra le nobili famiglie Conti e Patrasso con Roma durante i pontificati di Innocenzo III e Bonifacio VIII  (figlio della nobil donna Emilia Conti originaria proprio di Guarcino), conferirono alla città una notevole ricchezza testimoniata oggi dai maestosi elementi architettonici e decorativi che caratterizzano il borgo ernico.

Vedi anche: Storia di Guarcino di Luigi Benassi – Medioevo 05 Papi Anagnini – Crdinali – Floridezza

Cosa vedere a Guarcino

Centro storico

Lasciata l’auto nel parcheggio principale del paese e varcata la porta d’ingresso al centro storico dal Bastione di Via del Torrione ci si trova dinanzi all’antico Palazzo di Giustizia che, con la sua facciata maestosa adornata da due portali gotici e bifore, domina la bellissima Via del Ponte (foto).

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L’arco dal quale prende il nome il vicolo, decorato da due rarissimi idoli ernici, e la cupola della chiesa di San Nicolò a fare da sfondo, creano uno scorcio veramente suggestivo (foto).

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Una ripida scalinata conduce in quella che è la piazza principale del centro storico: Piazza San Nicolò. Dominato dall’omonima cattedrale, il fulcro della Guarcino religiosa è arricchito da una splendida fontana del 1789, voluta da Papa Pio VI e ampliata poi da Papa Pio IX nel 1868 (come ricordato dall’iscrizione in latina posta su di essa) e da una caratteristica meridiana a lemniscata singola, il tutto contornato da palazzi colorati e rivestiti in pietra.  

Vedi anche: http://www.tesoridellazio.it/speciali/guarcino-fr-la-meridiana-di-piazza-san-nicola/

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Superata la piazza, svoltando a destra si scende lungo le scale di Via Aracoeli per raggiungere Via dell’Orticello.

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Il vicoletto, che prende il nome dal giardino sovrastante, conduce a Palazzo Patrasso (dimora occasionale del pontefice Bonifacio VIII). Il suo grande portico rappresenta un’affascinante dimostrazione di’architettura medievale (foto).

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L’annerimento delle pietre che ne ricoprono la facciata laterale si presume sia testimonianza di un incendio fatto appiccare dai nemici alatrensi come rappresaglia per l’egemonia del territorio (foto).

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L’arcata conduce al Rione Piagge e all’estremità inferiore del castrum, dolcemente degradata rispetto ai ripidi vicoli della parte alta del borgo.

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Risalendo lungo la porta “a gomito” di Via delle Case Rotte si giunge, attraverso uno strettissimo passaggio e ripide scale, nel Rione Camelotta.

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Il vicolo presumibilmente prende il nome dal termine greco karamaton (passaggio con archi), in effetti la presenza di numerosi archetti potrebbe confermare tale ipotesi (foto).

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Proseguendo la passeggiata si arriva in Via dell’Arco Patrasso, così denominata per il portico caratterizzante il palazzo della famiglia che ha avuto tra i suoi illustri personaggi Elena Conti e il Cardinal Leonardo Patrasso, rispettivamente madre e zio del pontefice Bonifacio VIII (foto).

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Da qui si svolta per uno dei vicoli più belli e austeri dell’intero borgo: Via del monastero, conosciuto dagli abitanti guarcinesi come “Vicolo Ritto” per la peculiare forma allineata dei palazzi che la circondano (foto).

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Il vero nome deriva invece dal monastero benedettino di San Luca che nel 1587, a difesa dei continui saccheggi, venne fatto trasferie nella limitrofa Piazza Sant’Angelo.

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Salendo lo scalone è possibile ammirare l’entrata principale del Palazzo di Giustizia in puro stile gotico, oggetto di tutela da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali, e i resti di un’antica torre medievale che sorge su una graziosa piazzetta (foto).

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Da qui si apre Piazza Sant’Angelo, sulla quale si affaccia la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Al suo interno è conservata una cripta con affreschi risalenti al 1200.

Le origini antichissime del complesso (si pensa sia stato edificato sui resti di un antico tempio pagano di Marte) unite alla magnificienza del campanile a vela in pietra (unico in tutto il centro Italia) ed ai finestroni del Palazzo dell’Archivio di Stato appena restaurato, danno alla piazza un fascino particolare, soprattutto sotto la coltre di neve che in inverno spesso ricopre il paese.

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Costeggiando per intero la facciata laterale della chiesa ed il chiostro sottostante si scende lungo la ripida Via Santa Maria Della Quercia, attraverso la quale si raggiunge la chiesa omonima, posta nella parte inferiore del centro storico.

Lungo il percorso fuori le mura è possibile scorgere il Giardino della splendida Villa Celani (XVII sec.), che prende il nome dalla nobile famiglia che vi si stabilì dal XIX secolo.

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Rimasta abbandonata per molti anni, Villa Celani è stata recentemente rilevata da uno dei discendenti del Conte Giuseppe Celani (ucciso dai tedeschi nelle fosse ardeatine e medaglia d’argento al valor militare) che nel 2010 ne ha effettuato un importante restauro, restituendola alla originaria bellezza.

Dal 2010 la villa è tutelata dal Ministero dei Beni Culturali quale patrimonio artistico e storico; non è visitabile se non sotto prenotazione diretta con la proprietà.

Proseguendo lungo Via Piazza Piagge, tra piazzette in fiori e piccole viuzze arcate si raggiunge Via delle Piagge, tra le più caratteristiche e affascinanti strade dell’antico borgo.

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Una serie di portici (“sèpporti” in dialetto guarcinese) si apre lungo quello che è stato fino a pochi decenni fa il cuore vivo del centro storico. Alla selciatura caratteristica in basalto scuro si alternano decorazioni di pietra bianca, i palazzi medievali attraversati da stretti passaggi di collegamento con i vicoli sovrastanti creano un reticolo di viuzze e scalette davvero unico e un’atmosfera che sembra essere immutata nel tempo.

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Nella stagione autunnale è ancora possibile sentire il profumo del mosto proveniente dalle antiche cantine riaperte per la vendemmia e il rumore degli zoccoli dei muli e dei cavalli che trasportano legname tra le scalinate del centro storico.

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Superato l’ultimo portico si entra nel Rione Cisterna, dal quale si può ammirare Palazzo Tomassi, residenza della nobile famiglia che ha dato i natali ad una delle personalità più importanti ed influenti della storia guarcinese: il Cardinal Giacomo Tomassi (1238 – 1304).

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Nipote di Bonifacio VIII, nominato a cardinale di S.Clemente a Roma dallo zio pontefice, fu un grande mecenate e precursone dell’Umanesimo. Con il suo amore per le belle arti contribuì ad arricchire il palazzo di famiglia con uno splendido arco in stile gotico, ben visibile all’entrata del paese, conferendo ulteriore lustro e potere alla famiglia e all’intero borgo. Il bellissimo palazzo in pietra è oggi patrimonio di tutela del Ministero dei beni culturali.

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Non a caso la porta d’accesso inferiore al castrum sottostanti il palazzo prendono il nome di Porta Cardinale.

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Proseguedo in discesa lungo la pittoresca Via della Cisterna (chiamata così perchè qui si trovava la cisterna d’acqua che riforniva il Palazzo Tomassi) tra antichi portoni e vasi fioriti si giunge alla porta romana del Corno, rinominata poi di San Benedetto, in ricordo del transito del Santo Patrone d’Europa avvenuto intorno al 525 d.c. nel cammino verso Montecassino.

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Una splendida icona raffigurante il santo ricopre la parte posteriore di una piccola Cripta recentemente restaurata.

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Da Porta San Benedetto,