7 giorni a Creta: tra paesaggi incontaminati, villaggi autentici e un mare da sogno.

In Grecia si dice che Creta potrebbe essere un paese indipendente. Non soltanto è assolutamente vero, ma nella sua indipendenza ed etereogeneità territoriale riesce ad attirare ogni qual forma di turista: dall’avventuriero alla ricerca della spiaggia sperduta all’abbiente da vacanza sul lettino, fino all’escursionista appassionato di natura, archeologia e siti storici.

Noi ci cataloghiamo nella prima categoria… con le dovute varianti 🙂

Vi racconto brevemente la nostra esperienza cercando di darvi dei consigli utili per scoprire le meraviglie dell’isola ottimizzando i costi e i tempi per gli spostamenti.

Il primo aspetto da sottolineare è la grandezza dell’isola: Creta è Immensa! Sarà il suo cuore o il suo paesaggio? Io direi entrambi…resta il fatto che riuscire a batterla tutta in una settimana e senza un’auto è impensabile. A tal proposito consiglio l’affitto di un’autovettura direttamente da agenzie LOCALI (https://www.europeocars.com/ ). Mi raccomando non fatevi condizionare da chi scrive di strade accidentate o impossibili, nulla di più falso, a Creta si può andare ovunque e senza spendere un soldo di parcheggio!!

Fondamentalmente l’isola si può dividere in due parti: quella orientale meno selvaggia, più battuta dal turismo di massa con la presenza di grandi strutture ricettive ed un mare meno sensazionale e quella occidentale/sud-occidentale molto più incontaminata, economica ed autentica.

Un secondo ma altrettanto importante fattore è ll clima. L’estate cretese, seppur torrida, è infatti caratterizzata dalla presenza di un forte e fastidiosissimo vento secco: il Meltemi, che ha in Luglio ed Agosto i mesi di maggior intensità.

Valutati questi due fattori abbiamo deciso di organizzare il nostro itinerario in più tappe tra la regione di Rethymno (centro/meridionale) e quella di Chanìa (occidentale) a cavallo tra l’ultima settimana di Agosto e la prima di Settembre.

Rethymno: dalle bellissime spiagge di Plakias al porticciolo più segreto di Creta passando per i vicoli della Città Vecchia

Il nostro viaggio in realtà ha avuto inizio da Heraklion, scalo del nostro volo (est dell’isola) e capoluogo di Creta. Atterrando in serata abbiamo avuto comunque solo il tempo per ritirare la “nostra” mitica Kia (molto old style e poco cilindrata :DD) e fare un giro veloce nel centro città, molto vivo ma non stupefacente.

Una notte nell’ Hotel Poseidon per ricaricare le pile e siamo pronti per questa magnifica avventura.

Giorno 1.

Lasciata alle spalle la capitale cretese ci dirigiamo verso la costa meridionale. Nelle 2 ore scarse di viaggio Il paesaggio diventa via via più suggestivo, con scorci spettacolari sul Mar Libico. Il tratto di strada che attraversa la brulla Gola di Kotsifoù è semplicemente favoloso: un susseguirsi di tornanti che spaccano in due una valle secca e ventosissima aprono la strada verso Plakias, tranquillo villaggio della costa sud e punto strategico per le spiagge più belle della zona.

Il tempo di poggiare i bagagli nel graziosissimo b&b Elena Rooms a gestione familiare, e siamo subito in spiaggia.

Ammoudi Beach

La spiaggia di Ammoudi (a 5 km dal b&b) ci catapulta nell’autentica tranquillità di questo tratto di costa. Lontana dalle ben più famigerate spiagge occidentali e dalla baraonda tipica dei posti noti, questa lagunetta di sabbia bianca grossolana ci ha piacevolmente meravilgiati.

Un mare bellissimo di un verde acceso sembra riflettere la piccola pineta alle spalle della spiaggia, mentre dall’unico chioschetto due simpaticissime signore sono pronte a deliziarci con i tipici Gyros ( simile al kebab: una pita farcita con tzatziki, carne di maiale, verdure e patatine fritte) e altre specialità preparate al momento da gustare magari sotto l’ombra dei pini in pieno relax.

Quello che rende peculiare questa spiaggia è la possibilità di usufruire dei lettini e degli ombrelloni gratis o quasi (non che nelle altre si spenda poi tanto). Si avete capito bene! Consumare anche solo una sciocchezza nel cioschetto ripaga infatti il prezzo dei lettini per un’intera giornata!!

Per noi sarà strano, per loro è sinonimo di accoglienza,un modo per farti sentire a casa.

Dopo un’indimenticabile giornata di mare la Taverna Mariou , posta sugli uliveti nella parte più alta dell’abitato di Plakias, è l’ideale per chiudere al meglio la serata con un tocco di vero cibo cretese e la compagnìa allegra dei giovani proprietari, pronti ad offrirvi a fine cena un buon bicchiere di Rakì (storica grappa cretese) .

Giorno 2.

Loutro

Il secondo giorno lo dedichiamo interamente alla scoperta di una meraviglia unica dell’isola: Loutro.

Da Plakias, attraversando paesaggi incontaminati e caratteristici villaggi dell’entroterra, dopo circa un’ora di auto raggiungiamo il porto di Hora Sfakion dal quale ci imbrachiamo per Loutro ( biglietto 5€ 15 min.)

Raggiungibile soltanto via mare, questo il piccolo villaggio di pescatori è un’oasi di pace e incanto. Casette tipiche bianche e azzurre ornate da fiori si fondono a mezzaluna intorno ad una piccola baia di spiaggete ciottolose. Le barchette ormeggiate nel porticello sembrano quasi specchiarsi sull’acqua limpida.

Scesi dal battello percorriamo l’unico vialetto che attraversa per intero il borghetto e, meravigliati dal bellissimo scenario e inebriati dagli odori provenienti dai ristorantini sul mare, ci sistemiamo nell’ultima spiaggia.

Inutile rammentarvi il costo irrisorio di lettino e ombrellone, mentre mi soffermerei sugli ottimi piatti di pesce gustati nel Blue House Restaurant a prezzi veramente modici (considerato il pesce freschissimo!!) e con una vista indescrivibile sulla baia.

Giorno 3.

Damnoni Beach

Il tratto di costa ad est di Plakias cela una serie di insenature isolate, frequentate principalmente da amanti del campeggio o comunque da turisti itineranti e non di rado da naturisti.

Tra queste la spiaggia di Damnoni risulta un posto davvero piacevole. Facilmente raggiungibile con l’auto (senza neanche l’ombra di parcheggi a pagamento), essa si estende per più di un chilometro di lunghezza, la maggior parte dei quali coperti da spiaggia libera.

Nonostante sia la più popolare della costa meridionale, mantiene sempre quella sobrietà e pacatezza proprie delle spiagge del sud. Dove collocarsi risulta l’ultimo dei problemi, eppure mi sentirei di consigliarvi l’estremità orientale, quella per intenderci più lontana dal complesso turistico. Il lembo di mare vicino gli scogli risulta infatti ancor più limpido del resto della baia, inoltre è possibile fare uso delle postazioni alla modica cifra di 5 euro totali!!

Salendo poche scalette si può raggiungere uno dei chioschetti collocati nella stradina sterrata che collega Damnoni alla spiaggia di Ammoudaki e gustare un gyros o una classica insalatona godendo di una vista memorabile sulla splendida baia, in un gioco di colori che toglie letteralmente il fiato… ma non l’appetito!!

Nonostante siano gli ultimi giorni di Agosto il clima è disteso e calmo, clima che solo in questa parte dell’isola è possibile avvertire, per cui non mi stancherò mai di affermare che non si può pensare di consocere la vera Creta senza scoprire il sud!

Réthymno

Rispetto ad altri giorni lasciamo in anticipo la spiaggia per metterci in viaggio verso la Regione di Chania. Ci attendono due orette di viaggio che noi abbiamo pensato bene di intervallare con una sosta alla scoperta della città Réthymo.

Dominata dalla fortezza veneziana, la città di Réthymno è quella che più di tutte ci ha conquistato.

Il suo centro storico dai tratti veneziani-ottomani è un poetico dedalo di vicoli decorati dai fiori, fiancheggiati da deliziose casette, da negozi di artigianato e ristorantini curati nei minimi dettagli; i minareti aggiungono un tocco esotico all’atmosfera vivace che si respira tra la folla.

Uno splendido porticciolo veneziano che si apre oltre le antiche mura pullula di tavernai di pesce e di caffè per turisti mentre a poche centinaia di metri musiche orientali erompono dalle finestre della Moschea di Neratzes .

Man mano che si sale verso la fortezza si scoprono scorci nuovi e nonostante il caldo torrido vale la pena raggungere i possenti bastioni per ammirare la città in una visione di insieme.

Il complesso archeologico è visitabile con pochi euro ed è affascinante girovagare tra le rovine antichissime del parco e godere di un tramonto fantastico sul golfo.

Il tempo di una cenetta (un po’ deludente) in pieno centro in uno dei tanti locali turistici e subito ci rimettiamo in viaggio verso Kissamos, nel nord ovest dell’isola, punto di approdo per la scoperta di Chania (o Hanìa) e delle spiagge più belle di Creta.

Chania: alla scoperta delle spiagge più belle del Mediterraneo, tra il culto dell’olio di oliva e il fascino veneziano dell’antica capitale cretese

Giorno 4.

Il nostro primo giorno alla scoperta dell’ ovest dell’isola si apre con una deliziosa colazione continentale nell’hotel che ci ha ospitati per le 4 notti di permanenza: Hotel Kissamos .

La struttura, collocata in una posizione ottimale per raggiungere le migliori spiagge di Creta, ha tutto ciò che un turista apprezza: pacata cordialità e disponiblità dei gestori, colazione abbondante, ottimo rapporto qualità prezzo e camere pulite e comode. Ci stupisce come possa avere solo due stelle, vista anche la splendida piscina nel cortile.

Kissamos, situata a circa 40 km ad ovest di Hanìa, ha un’aria meno raffinata rispetto ad altre località del litorale, non è un luogo colpito dall’eccesso del turismo di massa (e ciò stupisce data la posizione) e la cittadina di per sè rivela un carattere piuttosto semplice, alla mano.

In una ventina di minuti di auto raggiungiamo la prima perla di questa parte dell’isola: Falàsarna

Falàsarna

L’ampia distesa di sabbia che si apre superando le colline di uliveti che si affacciano sulla laguna è uno scenario tra i più belli dell’intera isola. Più ci si avvicina alla spiaggia più ci si rende conto di quanto sia immensa, in lunghezza quanto in ampiezza. Non mi stupisce i gestori degli stabilimenti usino i quoad! 😀

Dopo aver parcheggiato l’auto in uno dei tanti immensi posteggi gratuiti scegliamo lo stabilimento “con gli ombrelloni a foglie di palma” per intenderci (10 euro totali ombrellone+lettini) per godere dell’incantevole sabbia a tratti rosata e delle acque color turchese.

Oltre ad essere straordinariamente limpide, queste acque non profondissime sono interessate da venti consistenti che generano onde ideali per gli amanti del surf.

A falsàrna non c’ è un vero e proprio centro abitato, ma basta spostarsi un paio di km lungo il litorale per scoprire Captain Nikolas, un ristorantino sul mare veramente suggestivo. Consumare uno squisito polpo fresco con il fruscio di sottofondo dell’acqua del mare e il tavolo direttamente sulla sabbia di una caletta deserta sotto l’ombra di un pino è stata un’esperienza che ci porteremo sempre nel cuore.

Dopo una magnifica giornata di mare torniamo in hotel, il tempo di una rinfrescata e decidiamo di spostarci in serata a Hanìa.

L’ora tarda e il tempo perso per la cena non ci permettono di visitare in maniera completa la città (cosa che faremo invece l’ultimo giorno). Prima di tornare a Kissamos abbiamo comunque modo di ammirare il bellissimo porto veneziano alle luci della sera e qualche grazioso vicolo limitrofo.

Giorno 5.

Sveglia presto e subito in macchina, ci attende infatti un’oretta di auto per raggiungere la penultima ( forse la più nota) spiaggia del nostro viaggio fantastico: Elafonìsi.

Elafonìsi

Un’ora di auto per raggiungere una spiaggia può sembrare stancante solo al pensiero ma in realtà Il tragitto che da kissamos conduce nella parte più incontaminata dell’isola è un qualcosa di straordinariamente unico. Siamo così incuriositi nell’ammirare i piccoli “villaggi bianchi” che si incontrano lungo la strada tortuosa tra i filari di ulivi che il viaggio sembra volar via in un secondo. E’ facile immedesimarsi nella semplicità di questo mondo rurale a noi ormai lontano, e farsi contagiare dalla serenità della gente che vi vive.

Giunti all’angolo sud-occidentale di Creta quello che si cela alle spalle dei vasti parcheggi auto è una sinfonia di fine sabbia rosa lambita da acque basse trasparenti e di dolci dune color cipria che insieme creano una cornice da paradiso terrestre.

Trovare le giuste parole per descrivere l’emozione che si prova alla vista di questa spiaggia è un’impresa.

Due vaste spiagge, separate da un piccolo istmo sabbioso culminante con un isolotto, creano un paesaggio esotico. La zona è anche riserva naturale protetta e spesso capita di fare il bagno con alcune specie endemiche di uccelli.

Come si sa purtroppo questi gioielli sono frequentati da una miriade di persone e questo scenario idilliaco per forza di cose viene in parte deturpato dalle centinaia di ombrelloni e sdraio (7 € totale), per cui vi consigliamo di arrivare la mattina presto sia per poter trovare un posto libero ma ancor più per poter godere della vera magia di questo angolo di paradiso.

Inoltre rifornitevi di acqua e cibo, sulla spiaggia sono presenti due cioschetti ma data l’affluenza non sempre è possibile riuscire comprare qualcosa da mangiare.

Nel tardo pomeriggio siamo costretti a lasciare la spiaggia a causa del forte Meltemi e ci rimettiamo così in viaggio verso Kissamos. Lungo la strada, nascosta tra gli uliveti (che in questa parte dell’isola ricoprono gran parte del territorio) scorgiamo una struttura ai margini della strada veramente curiosa. Si tratta della tipica tavernai Stomio , a metà tra un casale e un agriturismo, immersa in un giardino ornato da meravigliosi pini. Una decina di tavolinetti sistemati all’ombra degli alberi e molti animali a fare da contorno (tra cui due bellissimi cerbiatti) creano un’atmosfera bucolica d’altri tempi.

Che Creta fosse la patria dell’olio d’oliva lo si sapeva, ma questa è la parte dell’isola in cui ne viene prodotto in maggiore quantità al mondo, per cui quello che viene servito a tavola assieme ad un cesto di pane casareccio non è solo una semplice degustazione ma un vero e proprio rito di culto!!

Accolti calorosamente dai due giovani gestori a suon di “Kalispera!!” (una sorte di Buona sera) decidiamo di deliziare i palati con delle specialità della cucina tradizionale: una gigantesca bistecca di maiale aromatizzata con le famose erbette cretesi e una divina Mussakà (una specie di parmigiana bianca di melanzane farcita con carne tritata, patate e formaggio); il tutto ad un prezzo “stracciato”.

Ci rimettiamo così in viaggio verso kissamos arricchiti di un’altra bellissima esperienza ed impazienti di scoprire altri magnifici posti.

Giorno 6.

L’ultimo giorno di mare lo dedichiamo esclusiavamente alla scoperta della remota e incontaminata penisola di Gramvoùsa e della splendida e famosissima baia di Balòs.

Troverete scritto ovunque sui vari siti e blog che i 12 km di strada sterrata da percorrere per raggiungere la spiaggia siano del tutto sconsigliati senza un fuoristrada, non fatevi impaurire!

Ammetto che inizialmente anche io un minimo di impressione l’ho avuta, specialmente vedendo da lontano questa “lingua” di terra rossa a picco sul mare, ma vi basterà percorrere i primi km con tranquillità, facendo attenzione alle tante buche, per rendervi conto che è del tutto fattibile con qualsiasi auto… e non solo, sarà una delle più belle esperienze da vivere sull’isola.

Un consiglio vivissmo che vi posso dare è quello di partire alle prime ore del giorno in modo da evitare la fila interminabile di auto lungo la salita e trovare posto nell’unico parcheggio (neppure troppo grande) alla fine del percorso.

In ogni caso se proprio non vi fidate e preferite un comodo approdo vi sono alcune compagnie che organizzano gite giornaliere nella laguna con partenza da Kissamos, ma che prevedono una permanenza sulla spiaggia di massimo 2 ore.

Bàlos

La salita lungo le pendici del Monte Geroskinos ha tutto il sapore dell’avventura. Un paesaggio peculiare, le capre selvatiche che non di rado sbarrano la strada ai passanti, la polvere rossa alzata dalle auto e una vista magnifica sulla costa nord e sulla Penisola di Rodopoù sono gli scenari che si aprono agli occhi di chi scopre questo lembo di terra.

Posteggiata l’auto nello spiazzo al termine della strada, un piccolo chioschetto che vende prodotti tipici segna l’inizio del sentiero di 1 km circa ( per cui lasciate da parte le infradito più trendy e munitevi di scarpe da ginnastica) che consente di scendere alla laguna attraversando un paesaggio quasi marziano.

La prima parte del tracciato è veramente piacevole, dopo qualche centinaio di metri di sterrato si giunge a quello che può essere definito come il “balcone sulla laguna”, un belvedere su uno degli angoli di paradiso più belli al mondo!

Affacciarsi da questa “terrazza” ripaga infatti di tutti gli sforzi compiuti per raggiungere la baia 🙂

Da qui la discesa si fa più scoscesa ma mai pericolosa o proibitiva, tutt’altro… una serie di scalette in mattoncini la rende del tutto fattibile.

Una volta giunti sulle dune sabbiose c’ è solo l’imbarazzo della scelta su dove appostarsi anche se, non essendoci zone d’ombra, consiglio vivamente l’affitto di ombrellone e lettino (dati anche i costi minimi di 7€ totali) e di farlo in fretta prima che la spiaggia venga letteralmente invasa dai turisti che giungono in nave.

La baia è favolosa, un istmo sabbioso collega la vasta spiaggia a due isolette lambite da acque turchesi. All’interno della laguna la bassa marea lascia scorgere piccoli banchi di pesci e piccole barchette abbandonate si specchiano qua e là sulle limpide e calde acque.

Peccato che questo paradiso sia deturpato dalle innumerevoli minicrociere che già a metà mattinata iniziano ad affollare la laguna non senza evidenti conseguenze. E’ facile notare come sul bagnasciuga si depositi una melma nera di kerosene dall’odore per nulla piacevole, amplificato ulteriormente dalla forte umidità (unico vero neo di questo posto).

Ciò non ci ha comunque impedito di tascorrere una giornata indimenticabile in uno dei posti più belli del Mediterraneo.

Un’info importante: non vi sono servizi igienici e punti ristoro, l’unico chioschetto presente vende una modesta quantità di acqua, in ogni caso vi consiglio di tenerne una scorta per la faticosa risalita. Riguardo quest’ultima c’ è la possibilità di usufruire del “Donkey taxi” trainato da un signore del posto che offre la possibilità ai più pigri o impossibilitati di affrontare il sentiero in groppa ad un asinello. Personalmente lo sconsiglierei, un po’ perchè (con le dovute soste) la risalita a piedi è più che fattibile e ideale per godersi un tramonto unico e un po’ perchè… insomma, povero asino!! :))

Un sorso di Rakì offerto gentilmente dal tizio del chiosco alla fine del sentiero e siamo già pronti per riscendere verso Kissamos, stanchi ma appagati da una giornata ricca di emozioni.

In serata decidiamo di cenare non lontano dal nostro hotel in uno dei ristorantini sul tranquillo lungo mare di Kissamos, in un’atmosfera distesa e malinconica propria di chi si appresta a vivere l’ultimo giorno di una vacanza perfetta.

Giorno 7.

Come da programma l’ultimo giorno lo dedichiamo esclusivamente alla scoperta dei tesori storico-culturali disseminati lungo il percorso che da Kissamos ci riporta ad Heraklion. La prima tappa ci riporta nella antica capitale dell’isola: Hanìa

Hanìa

La scelta di tornare nella città veneziana di giorno è stata una delle più azzeccate dell’intera vacanza. Hanìa è infatti una città suggestiva, percorsa da viuzze caratteristiche dove la mescolanza di stili veneziani ed ottomani è ben visibile negli edifici storici.

Molti palazzi storici sono stati trasformati in ristoranti, boutique e hotel pieni di fascino. Nonostante la naturale conseguenza di ciò sia la massiccia invasione di turisti, Hanìa rimane un posto delizioso.

E’ impossibile resistere alla tentazione di una passeggiata nel quartiere veneziano e nel suo incantevole porto vecchio dominato dall’imponente faro. Lungo le sue vie si susseguono case, botteghe dai colori pastello e graziosi localetti.

Nella parte orientale del porto sorge la meravigliosa Moschea dei Giannizzeri che ospita regolarmente mostre, mentre la parte occidentale è dominata dalle massicce fortificazioni veneziane culminanti con un’antica fortezza, un tempo prigione turca, dalla quale si ha una vista impagabile sul golfo della città.

Dopo questa bellissima mattinata ci rimettiamo in viaggio verso la capitale in cerca di un posto rilassante dove poter pranzare lontani dalla calca dei turisti. Seguendo i consigli della nostra cara LonelyPlanet decidiamo di sostare nell’antico villaggio di Maroulas, posto su un’altura a una decina di chilometri nell’entroterra di Réthymno.

Maroulas

Se siete appassionati di erbe aromatiche, aromaterapia, tisane e tutti i prodotti di bellezza naturali dovete recarvi assolutamente in questo posto, sarà il vostro paradiso.

Non appena giunti in questo graziosissimo villaggio troviamo infatti il minuscolo Marianna’s Workshop. La gentilissima Marianna ci racconta come da trent’anni realizza le sue tisane e oli a base di erbe per la cura di qualsiasi disturbo. Non mi faccio scappare l’occasione per comprare un olio per la cura dell’asma … ehehe :DD.

L’atmosfera autentica che si respira tra le casette di questo piccolo borgo è difficile da descrivere: signore anziane che lasciano aperte le porte ai visitatori per mostrare antichi mestieri e i gattini che rimangono quasi sorpresi nel vedere passare qualcuno in quei vicoli ormai deserti.

Proprio in uno di questi vicoletti scopriamo la Taverna Katerina, luogo grottesco e teatro dell’esperienza più simpatica della vacanza.

Valentinos, il ragazzone che gestisce assieme alla madre la piccola Tavernai, è un vero spasso. Con una spensieratezza contagiosa ci accoglie (in tenuta da spiaggia 😀 ) nella terrazza dalla vista spettacolare sul mare e ci indica, in un inglese tutt’altro che comprensibile, le uniche pietanze ordinabili dal menù.

Lo stile è quello tipico delle taverne cretesi: tovaglie di carta e tavolinetti di legno verniciato, una cucina familiare e un menù senza troppi frunzoli.

Tra lo scetticismo generale e in preda alle continue battute (in greco) di Valentinos che ci fa morire dal ridere senza un reale motivo, ordiamo degli spiedini di carne una classica insalata greca (Horiatiki).

Ci è bastato vedere arrivare i piatti che subito ci siamo ricreduti. La Horiatiki era praticamente favolosa, di una freschezza e un sapore unico. Posso dire di aver assaporato il vero gusto della tradizione cretese in un semplicissimo piatto di insalata.

la brezza che ci acquieta, lo splendido panorama che si apre di fronte a noi e le canzoni canticchiate da Valentinos in cucina ci rilassano così tanto che vorremmo non andarcene mai.

E’ incredibile come a volte esperienze apparentemente insignificanti e prive di artificiose aspettative riescano a meravigliare e rimanere per sempre nel cuore 🙂

Lasciato Maroulas ci dirigiamo verso Heraklion dove ci attende la visita al noto complesso archeologico di Cnosso.

Cnosso

Ad una manciata di km a sud di Heraklion sorge il centro principale della Creta minoica: Cnosso.

Occorrerebbero diverse ore per esplorare nei minimi dettagli l’intero complesso e, poichè ci sono ben pochi cartelli illustrativi, può risultare difficile capire cosa si sta osservando senza avere una guida. Ciò nonostante, con un paio di ore scarse (dato il forte caldo) e una mappa raffgurativa consegnata all’entrata, siamo riusciti a vedere l’essenziale.

Entrare a Cnosso è come catapultarsi indietro nel tempo di 4000 anni, quando il Palazzo costituiva il fulcro di una società avanzata per i tempi.

L’elevato sviluppo della società minoica è evidenziato sia dallo sviluppo urbanistico verticale, che a partire dai piani più bassi riservati alle classi meno abbienti culminava con la Sala del Re in una dosposizione gerarchica delle classi, sia dai particolari sistemi di canalizzazione delle acque.

Inutile descrivervi nel dettaglio i vari tesori, l’intera Area Teatrale fino ai locali più importanti del palazzo, tra cui Sala Del Trono, sono solo alcune delle magnifiche testimonianze di questo antico colosso.

Prima di raggiungere l’uscita fermatevi ad ammirare il celebre Affresco Del Toro, un’immagine che vi rimanderà ai libri di storia 🙂

Con questo ultimo tuffo nella civiltà minoica ci lasciamo alle spalle una vacanza innegabilmente speciale: paesaggi ammalianti, quel mare da sogno, il fascino di una storia complessa, il gusto di una cucina generosa e tradizionale e l’ospitalità della gente fanno sì che questo non è un semplice viaggio.

Non inzia nel momento in cui parti nè finisce quando raggiungi la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerti dentro per sempre.

Canzone del viaggio : Candy – Paolo Nutini

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